Il suo primo timbro intercontinentale sul passaporto, una riconferma per noi di quanto la Thailandia sia un angolo di mondo dal quale non si riesce a stare lontani per troppo tempo.
Ti si appiccica addosso, un po’ come quell’aria calda e umida appena esci dall’aeroporto di Bangkok.
Volevamo un mare caldo e bello, spiagge di sabbia fine, un posto dove poter abbinare il dolce far niente a interessanti escursioni ed esperienze insolite. Un posto dal basso costo della vita che ci permettesse di contenere i costi senza farci mancare niente, perché ora muoversi in tre ha tutto un altro impatto sul budget familiare.
Koh Chang, seconda isola thailandese in ordine di grandezza situata nel golfo del Siam a poca distanza dal confine con la Cambogia, ha fatto al caso nostro.
Siamo partiti con stati d’animo differenti: io carica a mille e bisognosa di sentire quella sensazione di libertà e vitalità che accompagna ogni nuova avventura. Lui con mille dubbi e insicurezze legate all’affrontare un viaggio di tante ore con una bimba ancora piccola.
Confesso di non essere partita neppure io con un bagaglio troppo leggero, e non parlo solo della mezza casa che ci siamo portati dietro, ma delle paure che, inevitabilmente, attraversano la mente di chi ha già visto due vacanze terminare con un ricovero ospedaliero d’urgenza, inoltre le ulteriori ansie delle nostre famiglie non hanno di certo aiutato.
Dobbiamo imparare a seguire di più il nostro istinto e smetterla di crearci barriere mentali e preoccupazioni perché nella maggior parte delle volte si rivelano inutili.
Così mentre lui chiude le valigie ed Aurora dorme nello sdraio accanto al mio, vi inizio a dare qualche informazione pratica.
Koh Chang: la Thailandia meno conosciuta
Forse grazie alla sua difficile accessibilità, Koh Chang sembra essere rimasta – almeno per ora – intatta dal turismo thailandese in continua espansione. In questo angolo di paradiso non si trovano eccessivi sviluppi urbanistici, solo poche strade, qualche resort e alcuni villaggi per viaggiatori zaino in spalla. Fondali spettacolari, tramonti mozzafiato, spiagge di fine sabbia dorata, foreste incontaminate con scimmie, elefanti, piantagioni di ananas, cocco e alberi della gomma.
Un mare tropicale, villaggi di pescatori su palafitte, cucina locale a base di pesce fresco, cascate pittoresche e templi buddisti che contribuiscono a creare un’atmosfera unica.
Come arrivare a Koh Chang
Per arrivare a Koh Chang bisogna volare fino a Bangkok e da lì ci sono tre modi per raggiungerla:
- Prendere un volo interno fino a Trat, poi un taxi o un minibus dall’aeroporto al molo, quindi proseguire con il traghetto fino all’isola;
- Organizzarsi con un trasporto privato (individuale o collettivo);
- Prendere il bus 392 dall’aeroporto di Suvarnabhumi (prezzo del biglietto 600 baht a persona comprensivo del traghetto, acquistabili allo sportello dell’ingresso 8 al livello 1 dell’edificio del terminal), o un vip bus in partenza da Khaosan Road, la strada più turistica e vivace della città. Arrivando al porto d’imbarco Laem Ngop per poi fare la traversata.
Le barche per Ko Chang partono ogni 45 minuti dalle 06:00 alle 19:00 per 80 baht a persona da due diversi moli (Ferry Koh Chang e Centerpoint Pier).
Qui potete prenotare il traghetto.
Noi abbiamo optato per un volo diretto da Milano con la Thai Airways che ci ha portato in circa undici ore nella capitale, senza ritardi e senza scomodi scali intermedi. Abbiamo speso di più, ma si è rivelata un’ottima scelta perché essendo una tratta notturna Aurora ha praticamente sempre dormito.
Poi ci siamo appoggiati al servizio transfer di Get Your Guide con cui abbiamo fatto altre cinque ore di viaggio in auto e quaranta minuti di ferry. Anche qui possiamo dire che avere un driver ed essere accompagnati fino all’hotel è una grande comodità.
Un’altra possibilità per raggiungere Koh Chang è quella di arrivarci dalla Cambogia. In questo caso i tempi si allungano e la procedura non è così snella come per la Thailandia.
Quando andare a Koh Chang
Il periodo migliore per andare a Koh Chang va da novembre ad aprile, la stagione secca, con precipitazioni ridotte ai minimi termini, ma anche durante i mesi della green season è possibile fare una vacanza su quest’isola fatta eccezione di settembre e ottobre, che risultano statisticamente i mesi più piovosi.
Essendo un clima tropicale le temperature sono elevate tutto l’anno, tanto che in genere le massime non scendono mai sotto i 30 gradi.
Dopo un pomeriggio passato tra bagni in mare e tuffi in piscina, immaginavamo di trascorrere altri giorni così per smaltire gli effetti del jet-lag, invece… pioggia.
E con pioggia non intendo acquazzoni passeggeri tipici del periodo, ma una vera tempesta tropicale incessante.
Consultare le varie App meteo non ci dava nessuna speranza di miglioramento. Sembrava che insieme a noi fosse arrivata, nettamente in anticipo, la fase monsonica.
Siamo rimasti chiusi nel nostro bungalow due giorni poi, ancora sotto la pioggia, abbiamo deciso di visitarla ugualmente.
E Sapete una cosa? La Thailandia può essere incredibilmente bella anche con il monsone e Koh Chang vivibile anche se piove: è questo che ci siamo detti in un taxi pick-up inzuppati d’acqua dalla testa ai piedi.
Dove alloggiare
Quando si tratta di scegliere dove alloggiare a Koh Chang il lato occidentale dell’isola è la zona più popolare, poiché ospita la maggior parte delle strutture, dei ristoranti e delle attrazioni.
Noi siamo stati due settimane durante la bassa stagione, da fine luglio ai primi di agosto, e un po’ ci ha dato l’impressione di una città fantasma: resort vuoti, niente traffico, ristoranti chiusi. Non abbiamo quindi una conoscenza precisa di come siano le diverse aree durante l’alta stagione, possiamo però affermare con assoluta certezza che la White Sand Beach è la zona più bella in cui fermarsi.
Qui quello meglio recensito – e dopo averlo visto sia dentro che fuori possiamo confermare – è il KC Grande Resort & Spa, un’elegante struttura fronte mare che dispone di un’ampia gamma di sistemazioni, da camere spaziose e ville sulla spiaggia a sistemazioni in collina con piscine private o jacuzzi. È uno degli hotel per famiglie più famosi grazie alle sue piscine con vista sull’oceano e con scivoli acquatici oltre che per la vicinanza a negozi, ristoranti, farmacie e intrattenimenti vari.
Abbiamo soggiornato al vicino Kacha Resort & Spa, altrettanto valido e molto simile negli alloggi e nei servizi offerti. Nonostante avessimo trovato una super promozione su Booking con un prezzo scontato del 70%, avremmo potuto risparmiare ulteriormente, ma è stato uno sfizio intenzionale. Volevamo un bel posto sulla spiaggia che sapevamo sarebbe stato confortevole e con un buon wifi.
Per i backpackers e per coloro che cercano qualcosa di più vivace, Lonely Beach è il posto giusto. In questa zona ci sono spesso feste e c’è varietà di ostelli e club popolari tra i giovani viaggiatori. Tenete presente che alcuni degli alloggi più economici potrebbero non essere elencati sui portali di prenotazione più popolari, quindi è meglio andare di persona per trovare le migliori proposte.
Cosa mangiare a Koh Chang
La cucina thailandese si distingue per i sapori audaci derivati dal combinare insieme il dolce, il salato, l’aspro e l’amaro. La varietà di gusti spaziano dall’esplosione piccante, che caratterizza la maggior parte delle ricette, alla dolcezza del latte di cocco, utilizzato insieme ad altra frutta tropicale per creare quel piacevole contrasto agrodolce.
Ogni pasto viene accompagnato da riso bianco, fondamentale per equilibrare certe intensità e sempre apprezzato da chi non ama mandare in delirio le proprie papille. Come nel resto del sud-est asiatico si usa servire i cibi al centro della tavola, da cui tutti i commensali prendono la loro parte; si dà molta attenzione alla presentazione dei piatti e alla scelta dei colori, tutto deve essere in armonia.
A Koh Chang non abbiamo esplorato molto la scena culinaria perché la maggior parte dei locali erano chiusi e perché cercavamo di accontentare la nostra bimba che chiedeva sempre cose a lei conosciute.
Pur non avendo trovato niente da “Oh mio Dio, come ho fatto a vivere senza aver mai assaggiato questo?“, i piatti che vi consigliamo sono il pad thai, noodles di riso saltati nel wok con l’aggiunta di verdure, arachidi, saporiti condimenti poi gamberi o pollo. I satay, spiedini di carne marinata, il pad kra pao, riso fritto con basilico e carne. Il Tom Yum, una zuppa deliziosa e speziatissima a base di pollo, maiale o gamberetti stufati a fuoco lento.
Come muoversi a Koh Chang
Per muoversi a Koh Chang la soluzione migliore è noleggiare uno scooter (circa 150 baht al giorno) Questo consente di esplorare l’isola al proprio ritmo e secondo il proprio programma, fermandosi in qualsiasi spiaggia o punto che attiri l’attenzione.
Ricordatevi di indossare sempre il casco (i locali non lo usano) e di fare attenzione alle superfici scivolose durante la stagione delle piogge.
In alternativa si può prendere un taxi pick-up, unico mezzo pubblico disponibile.
Si chiamano songthaew e sono camioncini modificati con due file di sedili nella parte posteriore. Fanno fermate frequenti in tutte i principali punti dell’isola e la corsa mediamente costa circa 80 baht a persona, qualcosa di più se il songthaew non è pieno. Ricordate di concordare la tariffa prima di partire, perché fanno i prezzi un po’ a caso. Volendo si possono anche affittare se si viaggia in gruppo.
Poiché a Koh Chang esiste una sola strada principale lungo la costa, è facile orientarsi.
Suggeriamo di non spostarsi di notte per la scarsa, per non dire assente, illuminazione e di guidare con prudenza in quanto ci sono pendenze e curve pericolose. Bisogna anche stare attenti agli animali che attraversano la strada: cani, galline, scimmie e persino elefanti.
Situazione sanitaria
In Thailandia le condizioni igienico-sanitarie sono buone e gli ospedali sono efficienti e ben distribuiti su tutto il territorio nazionale, nello specifico a Koh Chang si trova un valido ospedale e due cliniche private, oltre a farmacie ben fornite praticamente ovunque.
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L’ultimo giorno qui è giunto al termine, il sole sta tramontando all’orizzonte.
Il saluto a Koh Chang profuma di cocco, frangipane, mango, sale, olii essenziali e incenso. La definirei una fragranza sacra che permea l’aria di un senso di serenità e pace interiore.
Il viaggio finisce, ma non la voglia di continuare a raccontare questo luogo così particolare. Rimando al prossimo articolo Cosa fare a Koh Chang, intanto sawadika, che non è soltanto il tradizionale saluto a mani giunte, ma un invito gentile ad entrare nello spirito del paese, lasciandosi avvolgere dalle sue affascinanti usanze.
Ecco qui il nostro video di Koh Chang:



























2 risposte
A gennaio faremo senz’altro una settimana a ko chiang
Ciao Malvina,
mi raccomando, quando tornate dal viaggio, fateci sapere come è andata la vostra permanenza su questa splendida isola.
A presto,
Enrico ed Elisa