Weekend a Gand: il Belgio che non ti aspetti

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Non so perché ho sempre associato al Belgio l’idea che fosse un posto avvolto da un’aura un po’ triste. Forse ora il mio giudizio è condizionato dal sole che inaspettatamente – e contrariamente ad ogni previsione meteo – ci ha accompagnato durante la nostra permanenza, ma ecco, era un’idea del tutto sbagliata.

Il weekend a Gand è stato una vera rivelazione.

Pur avendo visto alcune immagini non eravamo pronti ad un luogo così piccolo eppure così completo. È accogliente, intimo, elegante, a misura d’uomo e, allo stesso tempo, provvisto di tutte le comodità presenti nelle grandi città.

Il Belgio ha tre lingue ufficiali: olandese, francese e tedesco. Tanti paesi, quindi, hanno nomi in più lingue e Gand non fa eccezione. Essendo nella regione delle Fiandre Orientali il nome corretto è Gent, ma molti lo conoscono con il nome francese ed è quello che userò in questo articolo.

Comunque, che la si chiami Gand, Gent, Ghent poco importa, ciò che conta è viverla senza troppi preconcetti e itinerari prestabiliti. Bisogna lasciarsi avvolgere dal suo fascino, quasi sospeso in un’altra epoca.

Weekend a Gand: la nostra esperienza

Siamo arrivati a Gand dopo un’ora di Flixbus, il comodo pullman che collega l’aeroporto Charleroi al centro di Bruxelles e dopo una successiva mezz’ora di treno. Lasciati i bagagli all’ Ibis Gent Centrum Opera scelto per la sua posizione strategica – ci siamo immediatamente diretti verso il centro storico, enorme area pedonale dove gli unici veicoli autorizzati a circolare sono tram e biciclette.

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Consigliamo come prima tappa di salire sul Beffroi, la torre campanaria che permette di avere una visione d’insieme della zona dal punto panoramico più alto.
Con un comodo ascensore si raggiungono i 95 metri di altezza e si osservano da vicino gli ingranaggi del carillon in funzione. Un complesso sistema formato da 54 campane dai toni diversi, ognuna con un preciso significato.

Imperdibile poi la visita all’imponente Cattedrale di San Bavone per alcuni capolavori che ospita, come il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck e per il suo stile barocco.

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Tra le cose da vedere in un weekend a Gand non può mancare il Castello dei Conti di Fiandra. Una fortezza medievale risalente al 1180, che in passato è servita anche da prigione e tribunale. Noi purtroppo abbiamo calcolato male i tempi e siamo arrivati oltre l’orario di chiusura. Per non fare il nostro stesso errore segnatevi che chiude alle 18.00.

La parte che a noi è piaciuta di più è quella di Graslei e Korenlei, le due banchine sul fiume Lys unite dal Ponte di San Michele.
Ce l’avevano consigliato in tanti e in effetti lo riteniamo uno dei punti migliori per coglierla in tutta la sua bellezza.
Una bellezza raccolta, dal sapore medioevale: case in mattoni, vecchi ponti, canali navigabili, torri.

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E se di giorno è suggestivo passeggiare e sedersi in uno dei tanti localini ammirando l’architettura fiamminga, la sera è uno spettacolo di luci e riflessi sull’acqua!

Come la “sorella maggiore” Bruges, anche Gand può considerarsi una dolce bomboniera, in cui l’attività migliore rimane quella di perdersi tra le vie acciottolate concedendosi svariate pause a base di cioccolata calda, waffel e birra.

Sono sicura sia successo anche voi: incontrare città con le quali si stabilisce da subito un legame. Una sorta di familiarità riconducibile a uno stato di benessere che ti fa pensare Beh, quasi quasi, io qui ci vivrei”.

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Weekend a Gand: il Belgio che non ti aspetti ultima modifica: 2022-04-03T17:48:21+02:00 da Elisa & Enrico
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