Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore istruzioni per l’uso

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Il Sud Est Asiatico ha un fascino che scuote e per sentirlo bisogna lasciarsi contagiare dalla sua energia, riconducibile ad uno stato d’animo di benessere interiore.
È una porzione di mondo fatta di caotiche città a mostrarne per primo il lato disordinato, saturo d’inquinamento visivo e acustico. È paesaggi incontaminati, piccole realtà rurali, foreste intricate, fiumi melmosi. È regioni molto vicine geograficamente, ma ben distinte tra loro. È il verde infinito delle risaie, cappelli a cono, mani rugose a intrecciare stuoie o tessere fili di seta. È soprattutto popoli straordinari che considerano l’ospitalità qualcosa di sacro.

Il recente viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore possiamo definirlo la riconferma di un amore nato in Thailandia dieci anni fa. Ci ha consentito di aggiungere sfumature a ricordi esistenti e disegnarne altri nuovi. Indimenticabili.

Da Hanoi siamo scesi verso sud fino ad Ho Chi Minh, riuscendo a vedere una buona parte dei luoghi più sbalorditivi del paese, mentre per quanto riguarda la Cambogia abbiamo scelto di concentrarci solo sulla zona di Siem Reap e rimandare il resto a un prossimo giro. Poi Singapore, la ciliegina sulla torta a chiudere il nostro itinerario di due settimane.

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Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore: l’itinerario

22 aprile: volo Milano-Singapore poi Singapore-Hanoi con Singapore Airlines
23 aprile: arrivo ad Hanoi a mezzogiorno e pomeriggio in giro per la città
24 aprile: partenza per la crociera nella Baia di Halong
25 aprile: rientro da Halong nel pomeriggio e di nuovo Hanoi
26 aprile: giornata interamente dedicata alla visita di Hanoi, in serata volo per Danang
27 aprile: trasferimento a Ba Na Hills per vedere il Golden Bridge, poi visita di Hoi An
28 aprile: ritorno a Danang e volo per Ho Chi Minh City (anche detta Saigon), visita della città.
29 aprile: Delta del Mekong giornata a Ben Tre e arrivo in serata a Can Tho
30 aprile: partenza molto presto per vedere il mercato galleggiante di Cai Rang escursioni in barca e bicicletta lungo i canali. Alla sera volo per Siem Reap
01 maggio: villaggio galleggiante di Kampong Pluck e visita al gruppo di Rolous,
02 maggio: visita di Banteay Srei e Banteay Samre. Poi i templi di Angkor Wat
03 maggio: visita di Preak Khan, Neak Pean, Thommanon, Ta Prohm, Chau Say Tevoda e Angkor Thom
04 maggio: volo da Siem Reap a Singapore
05 maggio: visita di Singapore
06 maggio: visita di Singapore
07 maggio: volo Singapore – Milano
08 maggio: arrivo a Milano alle sei di mattina

Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore: cosa vedere

PRIMA PARTE: VIETNAM

Due giorni è quanto abbiamo dedicato alla capitale Hanoi, e per conoscerla siamo partiti dalla zona centrale compresa fra i due laghi più importanti: quello dell’Ovest e quello della Spada Restituita.

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Il Lago della Spada Restituita (Hoan Kiem) rappresenta il cuore effervescente, la “passeggiata” cittadina per eccellenza. Lo si riconosce subito dal caratteristico ponticello rosso lungo la sua sponda che lo collega al tempio della montagna di Giada e dalla Pagoda della Tartaruga situata su un piccolo lembo di terra in mezzo all’acqua.
Tutt’intorno si trovano i monumenti principali. Il Tempio della Letteratura dista un paio di chilometri, ed è un magnifico esempio di architettura tradizionale vietnamita da non perdere, in fondo se l’hanno messo sulle banconote da 100.000d. un motivo ci sarà!
Fu un’importante sede universitaria e i nomi dei migliori allievi sono incisi su alcune colonne all’interno che riportano, oltre alla data e il luogo di nascita, anche la votazione ricevuta agli scrutini finali.
Una curiosità? Pare porti fortuna ai laureandi strofinare le statuarie tartarughe poste come basamento.

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Spostandoci verso nord del lago, le strade sempre più strette e fitte, ci hanno portato nel quartiere vecchio, dove ancora si riconoscono i segni della divisione commerciale dell’area urbana con vie chiamate secondo l’attività dominante. C’è il vicolo della seta, del riso, del pesce fritto, dei gioiellieri, degli spaghetti di riso, dei giocattoli, degli elettrodomestici e così via.
La vivace laboriosità di ogni isolato sembra sfruttare fino all’ultimo centimetro quadrato a disposizione, marciapiedi compresi. Ci si muove facendo lo slalom tra chi ripara utensili, chi gioca a scacchi, chi si taglia i capelli, chi si concede un sonnellino rannicchiato in un risciò. Quante scene assurde cattureranno la vostra attenzione! Perché andare in cinque in scooter o caricare una lavatrice su una bicicletta sono cose del tutto normali.
È un angolo di grande atmosfera, uno scorcio di quell’Asia che oggi tende a scomparire, sostituita dalle grandi ristrutturazioni.

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Nel nostro girovagare, schivando mezzi, cose e persone, siamo arrivati alla Train street, una stradina strettissima diventata virale tra gli Instagrammer. Questa popolarità la si deve al treno che passa due volte giorno, sfiorando – sì, sfiorando – le case e le mani di quanti cercano di catturare la scena appostati nelle rientranze. Nelle nostre guide di viaggio non era neppure menzionata, ma tutti la conoscono, vi basterà far vedere una foto del posto per avere le indicazioni da seguire.
C’è un passaggio alle 15.00 e uno alle 19.00 (chiedete però conferma, gli orari magari cambiano). Perso di pochi minuti il primo, ci siamo detti “pazienza, meritava comunque venirci”, non immaginavamo di certo quanto volassero in fretta quattro ore sui binari.
Galline, gatti, cani, bambini che giocavano, signore intente a preparare da mangiare e innumerevoli mini sgabelli in plastica per sedersi a consumare qualcosa.
Un concentrato di vita.

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Stavamo mangiando quando il gestore del locale ci ha chiamato facendoci capire che era giunta l’ora di posizionarci per accaparrarci la posizione migliore. Ci siamo separati in modo da cogliere il momento da due prospettive diverse: Enrico dall’alto e io chinata a terra. Pochi secondi dopo un fischio e il rapidissimo sbaraccamento generale mentre già si vedevano i fari. Ho sentito l’adrenalina scorrermi nelle vene e la pressione di chi era dietro farmi avanzare ben oltre l’ipotetica linea di sicurezza. Che bri-vi-do!
Bisogna ovviamente prestare la massima attenzione perché lo spazio ridotto può essere pericoloso, ma questa esperienza rientra fra quelle da fare assolutamente se ci si trova lì.

Ci sono anche tanti musei da visitare, noi abbiamo scelto quello dell’Etnografia per scoprire qualcosa di più sulle minoranze etniche distribuite in tutto il paese, soprattutto tra le montagne del nord. Escludere Sapa da questo itinerario è stata una scelta difficile, se voi riuscite dedicatele almeno tre giorni. Hanoi è la base di partenza per raggiungerla, così come lo è per arrivare alla baia di Halong, a cui abbiamo riservato un articolo a parte.

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Una volta a Danang, ci siamo spostati a Ba Na Hills per camminare sul Golden Bridge, il ponte delle mani giganti, poi nella vicina Hoi An.

Cosa dire di lei?
È un dolce eccessivamente zuccherato, una sorta d’invitante cupcake talmente perfetto da sembrare finto. Eppure, oltre l’aspetto elaborato, ha un ripieno gustoso, vellutato, sorprendente.
Di Hoi an si potrebbe fare indigestione, ecco.

Situata sulla costa centrale, circa a metà strada tra Hanoi e Ho Chi Minh, si visita comodamente a piedi. In mezza giornata abbiamo visto alcune pagode, il Tempio Cinese, l’antica Casa di Phung Hung e il Ponte Coperto Giapponese, ovvero le testimonianze architettoniche più evidenti di un glorioso passato come centro portuale strategico tra Cina, Giappone e Occidente.

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Ma la particolarità della città sono le lanterne, da quelle di carta galleggianti a quelle imponenti in seta, decorano le strade appese a fili invisibili e di sera inondano l’atmosfera di magici bagliori.
Quando cala il sole, anche l’acqua del fiume si anima con barchette cariche di gente e lanternine variopinte.
Esercitano un richiamo irresistibile, provare per credere!
Così, a bordo di un traballante sampan, la romantica Hoi An si è mostrata in tutta la sua bellezza.

Altro punto a suo favore sono le specialità gastronomiche eccellenti!
Due piatti in particolare vanno assaggiati: il cao lau (noodles) e la white rose (ravioli).
Li servono praticamente ovunque, dai ristoranti raffinati alle bancarelle fumanti del mercato.
La presenza di spiagge e campagne nei dintorni, la rendono indicata per trattenersi qualche giorno e benché la nostra sosta sia stata troppo breve per scoprirle, la cataloghiamo come una delle tappe più piacevoli del viaggio.

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Il secondo volo interno ci ha portato a Ho Chi Minh City, Saigon per gli abitanti, una vivace metropoli senza tempo. Accanto a grattacieli, negozi alla moda e imponenti alberghi in stile europeo, i monaci pregano in pagode silenziose e i burattinai mettono in scena spettacoli nei parchi. Altri mille aspetti la tengono attaccata a quelle che sono le sue origini e la sua affascinante storia.

Siamo partiti dalla Cattedrale cattolica di Notre Dame, accontentandoci della maestosa facciata in mattoni rossi perché era chiusa, passando al palazzo della Posta Centrale, sul lato adiacente. L’impronta lasciata dai colonizzatori francesi emerge un po’ ovunque ed è riconoscibile soprattutto in questo edificio, tra i più celebri dalla città. Da fuori colpisce la grande cupola in ferro e vetro, mentre all’interno l’occhio cade per primo sulla mappa di Saigon affrescata nel muro, poi agli arredi in stile Belle Epoque. Saranno stati i colori, gli orologi o il viavai di gente, ma ci ha ricordato persino Grand Central station di New York.

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Forti e onnipresenti sono anche i segni del cruento conflitto che ha stravolto il paese fino a cinquant’anni fa.
Bisogna necessariamente fermarsi qualche ora nel museo della guerra, concepito come una denuncia all’aggressione americana in Vietnam.
Bisogna necessariamente affrontare l’angoscia e la tristezza che certe immagini comportano. Forse, solo così quei fotografi non sono morti invano, volevano raccontare l’orrore, senza filtri, senza ritocchi e ci sono riusciti.
A strutturare il percorso diviso in vari piani, l’esposizione di armi, residui bellici e aerei da combattimento nel giardino.

Assaporare la vita che scorre tra i canali e nei villaggi sul Delta del Mekong ha costituito uno dei momenti più intensi. Avevamo già navigato in quell’acqua marrone nel Triangolo d’oro, la zona al confine con il Laos, ma a darci la sensazione di déjà vu, penso siano state soprattutto le scene di guerra impresse nell’immaginario collettivo.

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A Ben Tre una famiglia ci ha ospitato per mostrarci come producono caramelle con la noce di cocco, un’altra ci ha insegnato a realizzare tappeti e un’altra ancora ad avvolgere riso, pesce e verdure nelle alghe appiccicose. Ah! giusto, a proposito di pesce abbiamo mangiato il bruttissimo elephant fish pescato nel fiume, nascondendone il sapore fangoso con una quantità esagerata di limone.

La seconda tappa è stata Can Tho, col magnifico mercato galleggiante di Cai Rang dove centinaia di sampan carichi di riso, frutta, prodotti artigianali si riuniscono ogni giorno per vendere la loro merce. Siamo entrati in una fornace per osservare la lavorazione dei mattoni fatti con l’argilla del fiume e poi abbiamo girato con le biciclette in mezzo al verde e fatto scorpacciata di ananas, banane, frutti della passione, red dragon, manghi e altre bontà dai nomi incomprensibili.

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Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore: consigli vari

  • Primo fra tutti: non partite mai senza assicurazione sanitaria. Di solito noi ci avvaliamo di Columbus che offre una copertura completa in merito a spese mediche, bagaglio e annullamento.
  • Questione Visto. Per il Vietnam non è stato necessario farlo perché ci siamo fermati meno di 15 giorni, però se prevedete una permanenza più lunga ne avrete bisogno. Si può richiedere all’Ambasciata del Vietnam a Roma o presso il Consolato del Vietnam a Torino, oppure online attraverso il sistema Visa on Arrival. In questo modo sarà sufficiente compilare un modulo e pagare la lettera di approvazione su vietnamvisa, poi alla dogana si completano le formalità.Per la Cambogia lo abbiamo fatto direttamente in aeroporto. Occorrono a testa due fototessere, la richiesta compilata e 30$ in contanti (prelevabili agli sportelli ATM in loco).
    Siccome la procedura è stata piuttosto lunga, la soluzione migliore rimane quella di muoversi in anticipo online, dopo la domanda sul sito ufficiale arriva il visto via Email dopo 3/4 giorni.
  • Ci avete chiesto in tanti se servono vaccinazioni. Dunque, obbligatorie nessuna.
    Vi consigliamo lo stesso di essere in regola con quelle “classiche” (epatite, tetano, difterite, tifo…) e consultare il proprio ufficio ASL di riferimento.
  • Tutte le nazioni del Sud-Est Asiatico sono soggette al clima monsonico, questo vuol dire che l’umidità sarà vostra compagnia di viaggio qualunque sia il periodo scelto.
    I mesi migliori per un viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore vanno da febbraio a maggio, per il basso rischio di piogge, però le temperature sono alte, molto alte. In Vietnam, solo Ho ian ci ha dato una breve tregua dal caldo torrido, in Cambogia toccavamo tutti i giorni quaranta gradi con un tasso di umidità del 68% (avete letto bene, nessun errore di battitura), e Singapore finalmente ci ha rinfrescato con qualche rapido acquazzone. Portate vestiti leggeri e ricordate di coprire spalle e ginocchia prima di accedere ai siti religiosi.
  • Altro suggerimento: scaricate l’app Grab per prenotare Uber a prezzi ragionevoli. Con pochi click un’auto (o scooter) nei paraggi vi accompagnerà all’indirizzo selezionato senza contrattazioni o pericoli di tassametri truccati.

Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore: dove dormire

Queste le strutture provate e promosse a pieni voti:

  • Hanoi: Le Carnot Hotel
  • Danang: Hadana Boutique Hotel
  • Hoi An: Vinh Hung 2 Hotel
  • Ho Chi Minh City: GK Central Hotel
  • Can Tho: Iris Can Tho
  • Siem Reap: Grand Élysée La Residence (assolutamente consigliato!)
  • Singapore: Hotel Bencoolen e il favoloso Marina Sand Bay, di cui racconteremo presto.
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Hoi An – Piscina Vinh Hung 2 Hotel

Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore: come muoversi

Singapore ha un sistema di trasporto pubblico efficiente ed organizzato sotto ogni aspetto. Le principali attrattive della città, nonché l’aeroporto, sono collegati con la moderna metropolitana (Mass Rapid Transit) e con i bus. Acquistare la Singapore Tourist Pass da diritto a corse illimitate.
In Vietnam per guidare la macchina occorre la patente internazionale, in Cambogia invece non basta e va convertita ad un costo di 25$. Però è cosa altamente sconsigliata vista la spericolatezza, al limite della follia, della maggior parte dei conducenti di qualsiasi mezzo a motore. Agli incroci la precedenza è di chi se la prende, i segnali stradali sono pochi, vige l’anarchia e in caso di incidente le pene previste rischiano di essere molto severe.
Le soluzioni per spostarsi sono quindi due: utilizzare i trasporti pubblici o noleggiare un’auto con conducente.
Noi abbiamo scelto la seconda opzione, così da ottimizzare i tempi e muoverci in comodità. Ci siamo affidati ad Asiatica Travel, un’agenzia locale che ha gestito alla perfezione tutti i trasferimenti. Oltre ai driver ci hanno fatto avere guide private in ogni posto e consigliato come strutturare al meglio l’itinerario.

La collaborazione instaurata, ci permette di garantirvi un trattamento di favore, scriveteci se siete interessati ad appoggiarvi a loro, completamente o in parte, vi daremo un contatto diretto con cui relazionarvi.

Per quanto riguarda i voli interni vi consigliamo Vietnam Airlines, l’affidabile compagnia di bandiera. Prenotando con mesi di anticipo si trovano facilmente tariffe convenienti al pari delle più economiche JetStar o VietJet.

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Cara Asia,
con la testa china e i palmi delle mani uniti vicino al cuore,
ti ringraziamo ancora una volta.
Ci hai emozionato. Arricchito. Migliorato.

Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore istruzioni per l’uso ultima modifica: 2019-10-01T21:16:38+02:00 da Elisa & Enrico
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8 Risposte su Viaggio in Vietnam, Cambogia e Singapore istruzioni per l’uso

  1. Elisa Malisan scrive:

    Sono stata in Vietnam l’anno scorso, ho lasciato in questo stupendo paese un pezzo del mio cuore. Purtroppo non sono riuscita a visitare anche il sud perché non avevamo abbastanza giorni a disposizione, così abbiamo pensato che… sarà un’ottima scusa per tornarci in futuro.
    Il sud-est asiatico è così, ti prende da dentro e ti invita a tornare, ancora e ancora, con la sua ospitalità, i sorrisi e quella natura intensa al limite dello stordimento.

    • Elisa & Enrico Elisa & Enrico scrive:

      Ciao Elisa,
      il Sud-Est asiatico è stato amore a prima vista fin dai tempi della Thailandia…e ti lascia nel cuore emozioni talmente forti da “imbalsamare la nostra memoria”…

      A presto
      Elisa & Enrico

  2. Hoang Thi Mai Huong scrive:

    Sono Vietnamita e trovo che ciò che avete vissuto nel nostro paese sia davvero unico. Attraverso i vostri sentimenti, mi rendo conto che il Vietnam è piu` bello di quanto pensassi e ci sono tanti bellissimi posti in cui non sono mai stata.
    Grazie per le informazioni che avete fornito. Sono sicura che saranno utili per i miei futuri viaggi domestici.
    Cristina Hoang

    • Elisa & Enrico Elisa & Enrico scrive:

      Ciaoooooo Hoang,
      grazie davvero per il tuo splendido commento! Ci fà molto piacere sapere che anche tu apprezzi il nostro vissuto personale sul Vietnam in quanto ci ha lasciato davvero un indelebile emozionante ricordo…e poi aver conosciuto te e parte della vostra agenzia ci ha permesso di approfondire l’impegno, la disponibilità e la professionalità che mettete tutti i giorni nel vostro lavoro al fine di far conoscere questo paese che ha ancora tanto da raccontare.

      Un fortissimo abbraccio
      Elisa & Enrico

  3. Chiara scrive:

    grazie mille Elisa & Enrico per tutte informazioni utilissimi! le foto sono veramente belle da cui posso anche sentire la serenità di questi paesi autentici ^^

    • Elisa & Enrico Elisa & Enrico scrive:

      Ciao Chiara,
      grazie a te di aver condiviso con noi un piccolo momento della tua giornata! Sì, la serenità che ci ha trasmesso ancora oggi la portiamo con noi!

      A presto
      Elisa & Enrico

  4. Alessia scrive:

    Grazie Elisa e Enrico per le condivisioni super interessanti e utili davvero aiutandoci a capire profondamente questi paesi. Complimentiiiiii per le vostre foto fantastiche *cuore*

    • Elisa & Enrico Elisa & Enrico scrive:

      Ciao Alessia,
      Questi paesi così semplici ma allo stesso tempo così autentici ci hanno permesso di conoscere qualcosa in più del Sud-Est Asiatico che solo in Thailandia avevamo avuto il piacere di assaporare…

      A presto
      Elisa & Enrico

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